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Pizzadunata

Pizzadunata

Forse è colpa della cioccolata al pistacchio. Ne era rimasto uno scacchetto in macchina e me lo sono mangiato adesso tornando a casa.

Chebuono!

Forse erano due..

Chebuoni!

 

Che bontà ma che amarezza!, avrei dovuto condividerla con gli altri, la cioccolata al pistacchio, invece me la sono finita io da sola. E se proprio devo dirla tutta, erano un sacco di scacchetti!

Ma era così buona, dolce, con i pezzetti di pistacchi e non so che altro..

E poi era un regalo, i regali non si regalano!

..

Vabenevabene, in realtà sono solo stata gordissima e me la sono mangiata tutta.

Colpa della voglia di dolce che avevo addosso. Era da giovedì che mangiavo solo paninazzi onti, canederli, luganeghe, cigole, fasoi e capussi (PO MA CHE EI BE STI CAPÜSSI? Cit.) .

E una banananana e una peskaskaska.

SU LE MANI! (cit.)

 

Beh.

Colpa della cioccolata, dicevo, perché dicono che faccia diventare felici.

E adesso sono felice.

(come se fosse una colpa, tra l’altro)

E alla faccia di chi dice che sia la cioccolata che fa felici le persone, muovo gli scacchetti di cioccolata al pistacchio e faccio loro scacco matto, perché sono super sicura che la mia felicità non dipenda dalla cioccolata! ZAN ZAN!

Sono felice perché ho vissuto quattro giorni lunghissimi che sono passati in un baleno!

In pizzeria li aspettavamo da molto, prima con indifferenza, tramutata ad una certa in incertezza, diventata poi ‘ma forse in quei giorni li io riesco ad essere in Patagonia!’, poi contagiata con un po’ di coscienza, poi con paura e poi di colpo era mercoledì e c’era già la pizzeria piena di Alpini. Piena di Alpini! Alpiena!

Ed ecco.

Non è che abbia molto da scrivere..

 

Ho vissuto l’Adunata non per tutto quello che ha portato in città, ma per quello che ho provato di persona, quasi sempre fuori dal disastro del centro, lontana dai mille diversi discorsi che condivido o no.

L’ho vissuta appieno, tutta, e per la maggior parte in pizzeria. Ma anche con una passeggiata aspettando l’alba di oggi; l’ho contaminata con qualche sbuffo quando mi sono trovata sul lato sbagliato della strada, a 100 metri dalla pizzeria ma obbligata a fare un tragitto di quaranta minuti per poter entrare.

L’ho condivisa con tantissima gente: dai gruppi che ci hanno preso come punto di riferimento (e che noi abbiamo preso come riferimento), a quelli che sono passati solo per un caffè, da quelli che siamo già d’accordo torneranno il mese prossimo, a quelli che non hanno trovato posto e se ne sono andati dispiaciuti.

 

Ma sono un po’ egoista.

D’altronde lo sapete, mi mangio tutta la cioccolata da sola!

Sono un po’ egoista e di conseguenza questa è stata un’Adunata per me.

E per la mia famiglia, perché ogni giorno ad una certa ora sbucavano fratelli e genitori (e addirittura parenti!);

E per gli amici che puntuali o guidati dal caso sono capitati a salutare.

Ma soprattutto è stata un’esperienza di vita, un’avventura improvvisata e consumata fino al midollo e ancora più in dentro, con quelli che sono i miei colleghi ma che per fortuna, prima di essere compagni di lavoro, sono compagni di vita. E che fortuna averli!

E che bellezza!

E che corse, che urli, che cantate!

E risate su risate, abbracci, bevute e qualche lacrima di sfogo o di commozione, non saprei.

Sono stati giorni di lavoro come non avevamo fatto mai, noi di #Pizzaroad.

E chapeau a noi!

Sul serio.

Abbiamo imparato tutti tanto, ognuno di noi si è fatto valere (‘Ciaovadoafarepausa!’ ‘Un’altra comanda che non puoi riuscire a capire, vieni che te la spiego’ ‘Panino completo tutto o meno peperoni? Lui vuole anche la senape?’ ‘Perché al tavolo 2 c’è il conto del tavolo 8?’ ‘Dai per piacere vai tu che io adesso non ce la faccio’ ‘Nove birre!’ ‘Sulemani!’ ‘Fallo e basta’ ‘Ma dov’è?’ ‘Hai ‘na cicca?’ ‘No ma il mio era senza cipolle’ ‘OttottotremailtrenSEETTTEBEELLOOOO’ ‘Adesso mi siedo qua e vediamo di far ripasso, 6 birre, 4 canederli, 3 panini wurstel ..’ ‘Abbassa sta musica!’ “Signora per piacere mi prepara una pallina di fragola e una di limone? Solo se mi dai del tu!’ ‘Oh ma col tavolo del Walter cosa devo fare?’ ‘La pasta di lucanica è spaghetti o penne?’ ‘Finite le patatine?? Mamona eran 200 chili!’ ‘Grazie!’ ‘Siamo in 11, c’è posto?’ ‘Scusami, avete il bagno?’ “Ma tu lo hai il moroso?” ‘Cambia il fusto 5!’ “-Sì, lui. -Ma se proprio lui mi ha detto che non lo hai!” ..) ci siamo sopportati e ci siamo tenuti a galla.

 

Siamo diventati una potenza in questi giorni.

In questi mesi.

Anni.

E io non me ne stavo nemmeno accorgendo.

Ma poco fa mentre spillavo l’ennesima birra mi sono messa a guardare un po’ da fuori la giostra che i miei colleghi stavano facendo girare (quasi) alla perfezione. Chebelli.

Seguendo con gli occhi i miei amici portare vassoi, cercare posate e ridere di gusto con clienti e amici, mi sono sentita onorata di essere parte di tutto questo.

Di colpo si sono riscattate le ore passate lavorando, le gite lasciate a metà il sabato pomeriggio per essere di ritorno entro le sei, i tramonti persi o guardati portando le pizze a casa dei clienti, le beghe, gli scazzi, la stanchezza del fine turno. Tutto quanto ha più senso, perché cavolo, siamo diventati una cosa proprio bella. E ci voglio bene, ecco.

Ed è per questo che sono felice, la cioccolata non c’entra.

Sono tornata a casa dopo un tour de force assurdo, che ci ha demoliti ma ci ha legati come boh, qualcosa di molto legato.

Ed è da questo pomeriggio che mi sento come ci si sentiva ai tempi dei campeggi, quando l’ultimo giorno non si sapeva bene cosa provare. Si era contenti perché si aveva bisogno di un letto e una doccia, ma c’erano sempre quei brividini di nonsobenecosa che facevano pensare che ‘si potrebbe andare avanti perchè tanto un po’ di forze ci sono ancora’.

Ma abbiamo finito. Siamo riusciti anche a pulire bene, nonostante la musica non fosse quella giusta (Davide scusami ma la playlist giusta per le pulizie potrà essere sempre solamente la mia!tvb).

E quindi oggi è finito il campeggio.

Sono da sola, nel mio letto al buio. Non ho nessuno che russa nelle vicinanze, non mi sono ancora lavata, ho male a tutto il corpo e le buffe sotto ai piedi.

Però

Sono felice

E prima di addormentarmi penso che, chebello, adesso abbiamo anche un giardino.

Con un super tetto!

Istituirò una festa al mese!

Sì.

 

 

Ma intanto è bene che io dorma

e quindi buonanotte

Salpo verso il largo del mare dei sogni

ideando progetti pirateschi

per la truppa di

#Pizzaroad!

Ciao

 

Ale(Ciuspotta)

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